Vitaloni: la logica delle nuove date di MIDO

In relazione alla crisi causata dall’emergenza COVID-19, gli organizzatori di MIDO hanno posticipato l’edizione dei 50 anni all’inizio di luglio. Giovanni Vitaloni, Presidente della manifestazione, ci racconta il percorso che ha portato il CdA a tale decisione che mira al rilancio del comparto.

In seguito all’evoluzione della diffusione del Coronavirus, è inevitabilmente cambiato lo scenario degli appuntamenti fieristici nel nostro Paese, che sono attualmente ancora sospesi. MIDO, per primo in assoluto, ha deciso di ricollocare le proprie date dal 29 febbraio al 2 marzo all’inizio di luglio, per la precisione da domenica 5 a martedì 7 luglio 2020.

“Bisogna comprendere che si è operato e si sta operando in un contesto di piena emergenza sanitaria. Abbiamo dovuto lavorare in una situazione molto complessa: era necessario prendere decisioni vincolanti in tempi brevissimi”, ha dichiarato a tal proposito Giovanni Vitaloni, Presidente di MIDO. “E’ un provvedimento che abbiamo preso con la consapevolezza che non sarebbe stata possibile una soluzione ideale trasversale a tutta l’industria, sia a livello nazionale e internazionale. Però è doveroso chiarire che, proprio per il bene intero comparto, abbiamo posticipato e non annullato l’edizione dei 50 anni di MIDO. Il nostro obiettivo si concentra infatti ora sul rilancio dell’industria dell’ottica e dell’oftalmologia”, ha proseguito il Presidente.

Vitaloni entra poi nel “vivo” della scelta del ricollocamento di MIDO nel mese di luglio: “Abbiamo scartato maggio perché i rischi del prolungamento dell’emergenza sanitaria erano in quel periodo ancora troppo alti. A comprova di questo fatto è che nessuna manifestazione fieristica a Milano è stata posizionata prima della metà di giugno: il Salone del Mobile, ad esempio, inizierà il 16 giugno. Ci sono inoltre delle ragioni di carattere tecnico dietro i nuovi posizionamenti temporali: il Salone del Mobile richiede 10 giorni di montaggio e 7/8 di disallestimento; noi di MIDO abbiamo bisogno di 7 giorni di allestimento. A livello nazionale, il Cosmoprof di Bologna, rinviata l’11 di giugno, è la prima fiera che viene ricollocata nel Nord Italia”.

Vitaloni ha poi voluto sottolineare che il posticipo di MIDO e delle altre fiere meneghine è stato una decisione corale, presa in accordo con il Sindaco di Milano Giuseppe Sala e Fiera Milano: “Un aspetto estremamente importante è che abbiamo operato in concerto con la città di Milano e l’ente fiera. L’idea è il rilancio di tutta l’attività fieristica ed economica di Milano: le manifestazioni più importanti sono state posizionate da metà giugno a metà luglio. Gli altri eventi che ruotano intorno al Made in Italy e al mondo della moda italiana si collocano temporalmente anch’essi in questo periodo: dal 20 al 27 giugno si svolgerà la Milano Fashion Week e dal 7 al 9 luglio Milano Unica”.

A differenza dell’edizioni passate, MIDO inizierà di domenica e non di lunedì perché, ha voluto chiarire Vitaloni, “il 4 luglio è la festa dell’Indipendenza americana e abbiamo voluto permettere ai nostri visitatori ed espositori provenienti da questa area geografica di poter festeggiare questa data importante”.

Vitaloni conclude la nostra chiacchierata con un messaggio importante, su cui riflettere: “Le aziende dovranno lavorare nell’ottica di presentare le pre-collezioni in lancio a settembre e, devo dire, che alcune realtà si sono già organizzate in tal senso. Bisogna lasciare da parte i personalismi e lavorare in un contesto di sistema per far sì che MIDO sia un momento di rilancio: abbiamo quattro mesi per concentrarci su questo obiettivo.

Ciò che chiedo è una sospensione del giudizio, dobbiamo in ogni caso aspettare l’evoluzione della situazione. Abbiamo agito in un piano di emergenza scegliendo la prima data disponibile e più sicura a livello sanitario: aveva una logica e dobbiamo lavorare tutti insieme per il rilancio del comparto”.

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