Il futuro degli optometristi

P_Folkesson_WMIDOPaul Folkesson, Presidente e Ceo di ECOO, il Consiglio Europeo di Optometria e Ottica che rappresenta gli interessi degli esponenti della categoria di 26 diversi paesi, svela ai lettori di WMIDO come si sta muovendo la sua organizzazione.

Quali sono le azioni che avete intrapreso più di recente a sostegno dell’optometria?

In occasione della Giornata Mondiale della Vista abbiamo organizzato, insieme ai nostri stakeholder, un evento all’interno della sede della Commissione Europea dove, accanto a una mostra sul tema, ai dipendenti pubblici era offerta la possibilità di effettuare un controllo della vista e ottenere informazioni sulla necessità di effettuare simili controlli regolarmente. L’ECOO ha anche un programma di iniziative proattive a favore dei propri membri. Nel corso dell’inverno, per esempio, siamo stati coinvolti a sostegno dei nostri membri nei lavori della Commissione Europea sul tema della “valutazione reciproca delle professioni regolamentate”. Si tratta di un momento importante perché le decisioni assunte dal Parlamento Europeo interesseranno ciascuno di noi, in tutti i paesi. Vogliamo ricordare anche il nostro impegno per l’istituzione del cosiddetto diploma europeo, con l’accreditamento di un numero crescente di università e una maggiore diffusione dell’insegnamento della disciplina su questa base.

Qual è il ruolo degli optometristi in Europa?

Il ruolo degli optometristi non è lo stesso in tutta l’Europa. Se prendiamo i Paesi Nordici, la categoria è naturalmente integrata nel settore sanitario, molti colleghi sono alle dipendenze degli ospedali ed esiste una proficua collaborazione con gli oftalmologi. Tale situazione, tuttavia, non è comune a tutte le realtà e per questo motivo l’ECOO ha di fronte a sé una missione importante da compiere, ossia di diffondere, e auspicabilmente implementare altrove, questi esempi più riusciti per rispondere alle esigenze dei pazienti per quanto riguarda un accesso migliore ai servizi e standard di cura adeguati.

Quali sono attualmente i temi chiave?

Stiamo completando il “Blue Book” che è il risultato di un questionario incentrato sulle diverse definizioni della professione e sulle possibilità di lavoro all’interno del mercato comunitario. I dati raccolti sono rilevanti, tanto che persino la Commissione Europea ne ha fatto richiesta ad ECOO nell’ambito dei lavori sul progetto di “valutazione reciproca delle professioni regolamentate”. Li stiamo approntando per la prossima riunione del consiglio e dell’assemblea generale in calendario per la metà di maggio a Budapest.

Per finire, quali sono i vostri programmi per il futuro?

Nel corso della mia presidenza, intendo promuovere la consapevolezza e la conoscenza della nostra professione nella società civile. Un fattore importante a tal fine è la formazione continua dei nostri professionisti, organizzata direttamente da questi ultimi. In aggiunta, prosegue la collaborazione con le più prestigiose università presenti nell’elenco per l’accreditamento del diploma europeo. L’ECOO sostiene il concetto di formazione continua e quindi ci adopereremo per una sua più ampia diffusione in tutta Europa.


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