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L’understatement di Götti

Sven Götti, fondatore e designer della svizzera Götti, racconta a WMIDO l’evoluzione di una realtà che ha sviluppato le sue collezioni intorno al concetto del Less is More e il nuovo progetto degli occhiali realizzati con la stampa 3D.

Come è nata la Götti e come si è sviluppata?
La nostra storia è iniziata con un negozio di ottica nel 1993. Già un anno dopo abbiamo progettato montature in corno per il nostro negozio. Il successo ci ha spinti a sviluppare una collezione in acetato e titanio e a proporla alle aziende leader nel settore. Per la sua realizzazione ci siamo rivolti ai migliori produttori in Giappone e in Germania, con i quali lavoriamo ancora oggi a stretto contatto. Sin dall’inizio abbiamo voluto essere in contatto diretto con tutti i nostri clienti. Per questo motivo lavoriamo con agenti che trasferiscono direttamente alla casa madre gli ordini e i desiderata provenienti da ogni parte del mondo.
E dalla stessa casa madre partono tutte le consegne e ad essa si possono rivolgere i clienti in caso di necessità. Nella nostra sede lavorano venti persone, molte delle quali sono ottici di formazione.

Quali sono i vostri mercati di riferimento?
Abbiamo iniziato il nostro viaggio in Svizzera per poi ampliarci anche in Germania e Francia. Nel tempo si sono aggiunti numerosi altri paesi europei. Sin dall’inizio abbiamo frequentato anche le fiere negli Stati Uniti e in Giappone, prendendo così piede lentamente anche oltreoceano. Per essere ancora più vicini ai clienti negli Stati Uniti, questa primavera abbiamo aperto un ufficio a New York.

I vostri occhiali sono stati sviluppati intorno al concetto “Less is More”. Potrebbe raccontarci il perché di questa scelta e come si è sviluppata negli anni?
Un occhiale Götti deve incarnare l’autenticità nella vita quotidiana. Le collezioni rappresentano la sobrietà nella sua forma più bella, lasciando così spazio all’espressione del carattere personale. Serve tempo per unire un’opera di artigianato tradizionale con l’innovazione industriale al massimo livello.
La forma ideale nasce dalla precisione nella realizzazione e dall’attenzione nella scelta dei dettagli.
Grazie a proporzioni armoniche e al ricorso alla tecnologia moderna, le montature sono sinonimo di design senza tempo ma anche di funzionalità. Traggo ispirazione dalla vita quotidiana, in aeroporto, nelle fiere o semplicemente in giro per la città. Questo processo è costantemente in corso: con il tempo le idee e i flussi si solidificano, mostrando in quale direzione andrà la prossima collezione. La realizzazione è invece più una questione di concentrazione.

Con Götti Perspective proponete un progetto rimless: quali tipi di consumatori apprezzano queste montature?
Ci occupiamo da tempo del tema delle montature “rimless”. Abbiamo iniziato il progetto rimless addirittura nel 2009. Al momento le montature rimless sono ancora viste come nuovi occhiali “nerd”. Per alcuni sono molto “cool”, per altri ancora un prodotto sorpassato. È interessante però che l’avanguardia della moda si occupi del tema del “rimless”. Penso che gli occhiali senza montatura incarnino bene la tendenza verso occhiali più sottili e che vivranno un revival.
Per questo progetto abbiamo sviluppato tutti i processi internamente: molti di essi vengono anche svolti in Svizzera. La collaborazione con un istituto di reinserimento si è dimostrata una situazione win-win per la produzione. In questo modo possiamo produrre un prodotto di alto valore “Made in Switzerland”.

Avete iniziato a realizzare occhiali con la stampa 3D: ci racconterebbe questo progetto?
Volevo creare un nuovo mondo all’interno del marchio e ampliare la collezione esistente. Götti è sinonimo di design puro e rettilineo. Con la collezione Dimension facciamo un passo in avanti, lasciandoci ispirare dall’attuale dinamica e dalle tendenze in rapido mutamento. In questo mondo moda, arte e costruzione si fondono in un unico prodotto lifestyle. Giochiamo con gli influssi più sottili dell’architettura urbana e della natura grezza.


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