Presentato oggi a Roma uno studio per combattere la contraffazione online

I settori dell’occhialeria e del calzaturiero, con il Ministero dello Sviluppo Economico, hanno contribuito al primo studio articolato sul fenomeno I settori dell’occhialeria e del calzaturiero sono tra i più colpiti dalla contraffazione e proprio per questo ANFAO e Assocalzaturifici hanno contribuito al primo studio articolato che analizza il fenomeno online, presentato oggi a Roma insieme al Ministero dello Sviluppo Economico, che lo ha finanziato.
 
L’analisi, curata da Convey (azienda specializzata nella protezione della proprietà intellettuale), quantifica l’incidenza e le caratteristiche della contraffazione, sulle piattaforme web 1.0, web 2.0 ed e-commerce. Gli ambiti risultati più pericolosi, dopo l’analisi condotta su oltre 700 mila documenti catturati dalla Rete, trovano in prima posizione le grandi Piattaforme di commercio elettronico, in primis quelle della Cina/Far East (contraffazione al 73% nelle Calzature e 54% negli Occhiali nel B2C), seguite dal “WEB1.0” (in contesto “neutro” 18,2% nelle calzature e 21% negli occhiali) e infine i Social Network.
 
La contraffazione è una vera minaccia per l’intero sistema economico e produttivo italiano. Cleto Sagripanti, presidente Assocalzaturifici e FIAMP, Federazione Italiana Accessori Moda e Persona, sottolinea la sua “portata devastante”. Nel solo 2012, il valore della merce sequestrata per tutti i settori rappresentati da FIAMP (gioielleria, pelletteria, pellicce, calzature e occhialeria) è di oltre 208 milioni di euro. È tra i 100 e i 150 milioni di euro di fatturato annuo la perdita stimata da ANFAO per le aziende italiane del settore e di oltre 500 posti di lavoro. Per Assocalzaturifici il fatturato perso a causa del falso oscilla, invece, fra i 190 e i 240 milioni di euro.
 
“L’impegno di ANFAO nella lotta alla contraffazione nasce molti anni fa – afferma Cirillo Marcolin, Presidente ANFAO e Past President FIAMP – proprio perché siamo consapevoli dell’entità del pericolo. Inoltre, nel nostro settore tale fenomeno porta con sé effetti ben più gravi di quelli puramente economici: il contraffattore diffonde sul mercato prodotti di scarso livello qualitativo e per i nostri prodotti può voler dire danni anche gravi alla salute degli utilizzatori. Un occhiale da vista contraffatto può causare danni all’occhio e analogo discorso può essere fatto per un occhiale da sole il cui filtro solare non sia adatto alla protezione dai raggi UV”.
 
È necessario, quindi, poter contare su una normativa efficace contro la contraffazione online, ridurre la forte visibilità dei siti internet e dei domini che effettuano violazione dei diritti di proprietà intellettuale, oscurarli e rimuovere in tempi rapidi i contenuti illeciti, riconoscere la corresponsabilità dei provider, degli intermediari e dei fornitori dei servizi web.
 
“Il web rappresenta un’occasione per esprimere le proprie idee e sviluppare il proprio business – aggiunge Cirillo Marcolin -. In tal senso le potenzialità che porta con sé sono innumerevoli e sarebbe sbagliato non sfruttarle. Allo stesso tempo, però, internet racchiude degli elementi di criticità tra cui appunto la contraffazione: la vendita di prodotti contraffatti via internet sta raggiungendo proporzioni di giorno in giorno più allarmanti e noi tutti non possiamo restare a guardare”.
 
Clero Sagripanti afferma che “il nostro obiettivo è difendere lo stile, la qualità, la creatività e il design italiano che ci rende unici in tutto il mondo. Da tempo siamo impegnati nella lotta alla contraffazione, ma occorre che tutti i settori del manifatturiero italiano facciano fronte comune tra loro insieme alle Istituzioni”.
 
Un elemento importante che è emerso dallo studio è la forte correlazione che evidenzia la presenza di veri e propri network contraffattivi trasversali ai marchi e ai prodotti stessi, che apre, anche a livello di strategie di contrasto, possibilità diverse dalla tutela della singola azienda o del singolo brand.
 

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