Mutatis mutandis

Con Cirillo Marcolin, il Past President di MIDO con il maggiore numero di mandati (quattro per l’esattezza: nel 2002, dal 2002 al 2003, dal 2004 al 2007 e dal 2011 al 2016), ripercorriamo l’evoluzione di MIDO. Dalle parole di Marcolin è emersa la spiccata capacità della manifestazione di evolversi ed innovarsi in base alle esigenze del mercato.

Lei è stato il Presidente con il maggior numero di mandati, vivendo quindi molte edizioni della manifestazione con questo importante incarico. Quale ricorda con maggiore soddisfazione?

Ogni edizione è stata per me fonte di soddisfazione, ogni mio mandato è stato positivo fortunatamente per la manifestazione, per il settore e per l’ANFAO. Non nascondo la preoccupazione durante gli anni della prima crisi economica (nel 2007 e 2008) che ha però rappresentato anche uno stimolo per proporre qualcosa di nuovo e innovativo portando al rilancio di MIDO.

Nel 2003 ci fu il problema della SARS. Quali ricordi ha in merito?

Mi sono trovato in una situazione complicata, ero di fronte a un bivio: fare o non fare MIDO. Nel rispetto di coloro che l’avrebbero voluta, insieme al mio staff e all’assemblea ANFAO, abbiamo deciso di non mancare l’appuntamento: c’è stato ovviamente un calo fisiologico dei visitatori ma abbiamo dimostrato che fosse giusto realizzare l’edizione anche quell’anno.

MIDO, nonostante le crisi economiche mondiali, è riuscito a mantenere (e poi) consolidare il suo primato: quali sono gli elementi innovativi che gli permettono di stare sulla vetta?

Il Leit Motiv di tutte le presidenze è stato quello di non fermarsi mai e di evolvere: quando sei leader devi avere l’intelligenza di fare autocritica. Ed è ciò che abbiamo fatto tenendo sempre ben presente l’evoluzione dell’occhiale: da medical device è diventato un accessorio di moda e uno stile di vita. Credo che siamo stati capaci di accogliere le evoluzioni del mercato e le esigenze in divenire delle imprese.

Abbiamo fatto nostra la filosofia del Mutatis mutandis e questo continuo cambiare ci ha permesso di consolidare il successo nel corso degli anni.

Il passaggio di consegne all’attuale Presidente, Giovanni Vitaloni, è stato caratterizzato dalla continuità dei vostri mandati. Quali sono gli elementi a cui faceva appello?

Il passaggio è stato facile perché Giovanni era Vicepresidente con delega a MIDO durante l’ultimo mio mandato. Quando si è resa necessaria la mia sostituzione (non ero più rieleggibile), la sua scelta è caduta su di lui ed è stata naturale. Giovanni è anche un ottimo imprenditore, molto innovativo.

Nel 2007, MIDO si è trasferito da Fieramilanocity a Fiera Milano Rho. Come è stata la gestione di questo importante passaggio durante la sua presidenza?

Nel 2007 c’è stata una grande capacità di prendere decisioni importanti e difficili: sarebbe stato più facile continuare il percorso di successo intrapreso all’interno di Fieramilanocity sperando di rimanere in vetta. Spostare la manifestazione fuori città è stato un atto di coraggio. Siamo riusciti a trasferire Mido chiedendo ai singoli espositori di cambiare completamente i loro spazi espositivi. L’intero comparto è ripartito da zero. Ciò ha permesso di accrescere la bellezza del salone anche grazie agli espositori che hanno rinnovato i loro stand. Sicuramente la struttura di Fiera Milano Rho, gli spazi e la logistica hanno fatto la differenza. Negli anni siamo cresciuti anche nei padiglioni.

Attualmente siamo il salone con l’imprinting più internazionale tra tutte le fiere che si svolgono a Fiera Milano Rho: 2/3 degli espositori sono stranieri. Inoltre siamo tra le fiere del mondo dell’accessorio tra le più grandi.

E cosa ci può raccontare dell’evento organizzato per l’occasione al quale intervenne, tra gli altri, la star americana Andie MacDowell?

Pensavo fosse l’ultimo mio mandato e per sugellare il successo di MIDO e i suoi prossimi 40 anni avevamo organizzato una grande serata: cena placée con due famosi chef, fuochi d’artificio digitali e una sfilata, realizzata in collaborazione con la grande Franca Sozzani, sulle scale mobili all’ingresso della fiera, allestite come le rampe di accesso di un aereo.

All’evento hanno partecipato, oltre a Andie MacDowell, anche Andy Luotto, Emma Bonino, Luca Barbareschi e l’allora presidente di ICE Umberto Vattani.

Vorrebbe esprimere un augurio personale in occasione dei 50 della Meraviglia?

Credo di essere “invidioso” del Presidente Vitaloni che presenzierà l’evento: è una tappa importantissima a dimostrazione del fatto che nonostante le crisi di mercato e delle aziende e le rivoluzioni dei mercati stessi, MIDO ha raggiunto l’apice.

Il migliore augurio è che sia la sintesi delle meraviglie e che possa continuare in questa direzione!

Top