Gli anni d’oro dell’occhiale e MIDO

Dal 1995 fino al 1999 Paolo Cannicci ha coperto il ruolo di Presidente di MIDO. Il Past President ricostruisce questi anni segnati da una crescita a due cifre dell’occhiale Made in Italy.

Qual era lo scenario del comparto negli anni in cui è stato Presidente di MIDO?

Sono stato Presidente di MIDO e anche di Anfao per circa 7/8 anni e ho cessato nel 2002. Ho apprezzato molto la mia nomina perché arrivava dopo che era stata ricoperta dai big del settore. Eravamo in un periodo in cui il prodotto Made in Italy cresceva a due cifre e grazie a MIDO, evento frutto di un’iniziativa del Cav. Mario Lozza, il Cadore, il Distretto dell’Occhiale Italiano, è riuscito ad avere un respiro internazionale. I grandi nomi del Made in Italy con la loro lungimiranza hanno fatto sì che l’occhiale italiano conquistasse l’export prima dell’avvento della produzione cinese.

Quale ruolo svolgeva MIDO in quel contesto?

MIDO è nato come manifestazione prettamente italiana e nell’arco degli anni si è allargato a tutto il comporto internazionale affermandosi come leader. Era un contesto di primaria importanza in cui veniva rappresentato tutto ciò che il mondo dell’ottica rappresentava.

All’offerta merceologica completa, con gli anni, si è affiancata l’idea di trasformarlo anche in un momento conviviale: ricordo la serata in Porta Romana in cui fu protagonista Renzo Arbore e poi la cena di gala al Castello Sforzesco con il concerto di Zucchero Fornaciari. Queste iniziative ebbero un forte apprezzamento da parte dei buyers stranieri.

Quali sono stati gli elementi fondamentali e le innovazioni che hanno caratterizzato la sua presidenza?

Erano gli anni in cui Anfao si attivava con l’ICE per realizzare missioni nelle fiere all’estero. Tra le iniziative c’è stato anche il libro “Occhiali e Cinema”, che ha dato un ulteriore contributo alla visibilità dell’occhiale come accessorio moda e rafforzato il suo longevo trait d’union con il mondo del cinema.

Come erano definiti gli spazi?

Il team che ha gestito MIDO in questi anni era da apprezzare perché la definizione degli spazi espositivi era ottimale e la fiera ha contribuito a dare un’enorme visibilità al settore.

MIDO è cresciuto anche in concomitanza del Made in Italy che in quegli anni soppiantò alcuni concorrenti storici. La conferma della forza del Made in Italy fu avvallata dal fatto che in questi anni alcuni marchi del fashion esteri si affidarono agli italiani la loro produzione e distribuzione.

Qual è il suo parere riguardo alla direzione presa da MIDO dopo il suo mandato?

La crescita è continuata ed è stata costante: MIDO è sempre più visibile e non risente di alcuna concorrenza estera.

Non posso che fare i complimenti all’attuale direzione. Anche il DaTE, che è co-partecipato MIDO, è un evento di nicchia estremamente positiva, dove l’ottico può trovare prodotti all’avanguardia per contraddistinguere il proprio punto vendita, e non dimentichiamo infine che ora MIDO è anche sinonimo di cultura sul bene vista a livello internazionale.

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