Continuum evolutivo

Alla Shamir Optical è già tutto pronto per l’edizione 2019 di MIDO dove presenterà in anteprima mondiale la nuova lente progressiva Autograph IntelligenceTM. Conosciamo questa realtà nata nel 1972 in un kibbutz israeliano attraverso le parole di Eran Harduf, General Manager Shamir Italia.

Com’è strutturata la vostra azienda a livello internazionale? Quali sono gli ultimi risultati economici?
Con 27 filiali commerciali nel mondo e 16 laboratori, più di 2.000 dipendenti e un fatturato annuo che si aggira sui 250 milioni di euro, Shamir Optical è oggi, grazie a una costante politica di investimenti in ricerca e sviluppo, una delle principali realtà nella produzione di lenti progressive ad alta tecnologia. Nata nel 1972 nell’omonimo kibbutz israeliano dell’Alta Galilea, di cui fu la prima fabbrica tra le molteplici attività agricole, la società ha mosso i primi passi dedicandosi alla produzione di lenti bifocali in vetro, per concentrarsi già alla fine degli anni ’70 sullo sviluppo delle prime progressive. Per lungo tempo il nostro core business è stato proporre semifiniti ai laboratori, cominciando con un prodotto basico per poi arrivare a prodotti sempre più tecnologicamente avanzati.

Quali sono i vostri principali mercati?
Dopo una prima “era” pionieristica, l’azienda è entrata in una nuova fase una dozzina di anni fa, quando ha introdotto la tecnologia free form e ha iniziato a rilevare alcuni laboratori di produzione, a partire da quello in Portogallo, il più grande in Europa. In quel momento si è evoluto il nostro modello di business, la tendenza era avere in ogni paese attività di marketing o di produzione, creando delle filiali che trattassero direttamente con l’ottico indipendente o le catene: in tale politica rientra anche la successiva acquisizione, nel 2009, di Visual Lenti, con sede a Padova e un laboratorio a Bergamo.
Ciò che ha cambiato il passo e la velocità della crescita, è stata la quotazione nel 2005 sul Nasdaq americano, la borsa dei titoli tecnologici: una scelta importante a fronte della nostra grande capacità di innovazione. Con il capitale derivato dall’operazione abbiamo così accelerato nell’acquisizione di realtà consolidate, nonché nell’apertura ex novo di laboratori di proprietà. Ma il nostro dna era quello del kibbutz e volevamo tornare a essere una realtà privata. Si aprono così le porte all’ingresso nella galassia Essilor. Dopo il delisting di Shamir dal Nasdaq, infatti, il colosso francese acquisisce nel 2011 il 50% delle quote dell’azienda israeliana in tutti i mercati, mentre il restante 50% resta nelle mani dei circa 350 membri del kibbutz: Shamir mantiene comunque il controllo di tutta la ricerca e sviluppo e del suo know how.
Il rafforzamento della nostra realtà in Italia si evince anche dall’avvio, nel 2017, di un laboratorio a Napoli, una delle nove realtà mondiali dell’azienda che lavorano con la concezione InoTime, ovvero realizzare lenti di alta qualità con i migliori materiali e trattamenti ideati nel centro R&D di Shamir Optical, ma con produzione rigorosamente in Italia e consegna in tempi rapidi. Ma non solo: l’azienda ha in programma di ampliare anche la sede di Padova. Sarà necessario circa un anno e comporterà la trasformazione di tutta la nostra produzione e del nostro flusso di lavoro interno. Abbiamo acquisito una nuova unità di 2.500 metri quadrati che andrà ad aggiungersi agli attuali 1.500, confermando la nostra volontà di continuare a investire sull’Italia.

Quest’anno sarete nuovamente a MIDO. Qual è la vostra opinione su questo evento?
MIDO rappresenta un momento importante per l’azienda essendo uno degli eventi più influenti nel mondo oftalmico. Essere presenti a MIDO non significa solo partecipare ma porsi continui obiettivi e affrontare nuove sfide in relazione ai cambiamenti del mercato.

Cosa presenterete a Milano in occasione di MIDO?
La nuova lente progressiva Autograph IntelligenceTM, che si adatta alle diverse esigenze dei presbiti ed è sviluppata in base al concetto di Visual AgeTM, ossia tenendo conto che ogni età ha abitudini visive differenti. Nella progettazione di questa lente Shamir ha avviato un ampio programma di ricerca, utilizzando i Big Data, elementi di Intelligenza Artificiale e analizzando cinque milioni di ricette di prescrizioni di lenti oftalmiche. Autograph Intelligence, come accennavo, tiene conto della diversità legata a ogni età visiva: ciascun design ottico è suddiviso in 12 unici concetti di design che permettono una personalizzazione di livello superiore nel predisporre la giusta soluzione per ciascun portatore.

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